Fu di madre fredda e dura come la pietra.
Il padre, vittima dei soliti problemi con l’alcool, per lo più fu assente.
Maria ebbe vita aspra e graffiante che, cinica, volle strofinarsi sulla sua tenera pelle così simile alla seta (che, peraltro, mai poté permettersi).
Vi fu poi quel fratello maggiore di anni quattro, che prima di trasferirsi definitivamente in carcere, le mise più d’una volta le mani addosso.
Dunque Maria si sposò, come usano dire loro, “per dovere”.
La giovane ragazza era infatti incinta e, nel paese, la famiglia non avrebbe altrimenti resistito alle chiacchiere.
Il marito, un eterno perdigiorno, ebbe poco carattere.
A ciò si aggiunse quella storia sbagliata, che finì sulla bocca di tutti.
Il povero figlio, da lei amato più della stessa sua vita, smise di respirare una mattina di settembre, ai piedi del letto di una sconosciuta comunità di recupero per tossicodipendenti.
La sua vecchiaia fu rapida ma carica di pensieri, accanto a un marito reso oramai immobile dal tempo.

Veniamo al dunque. La faccenda appare chiara.
Maria Loiodice: nata alla fine del primo millennio sotto il cielo delle comete cadenti, ha lasciato per la prima volta la terra dopo un primo giro assai sfortunato e poco soddisfacente sotto ogni profilo e, si deve dire, non per sua diretta responsabilità.
Si alzò in piedi Equielio, viceré delle buone intenzioni, oltre che ministro della giustizia su Terra e altri pianeti: Per la rinascita… propongo farfalla.
Le mani dell’intera giuria celeste si sollevarono all’unisono come spiccassero il volo in quell’oceano brulicante di stelle.
E vada per la farfalla. Sentenziò il Grande Giudice.
Tutti sorrisero.

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